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CORINE LAND-COVER 1. TERRITORI MODELLATI ARTIFICIALMENTE
1.1.1. Tessuto Urbano continuo Spazi strutturati dagli edifici e dalla viabilità. Gli edifici, la viabilità e le superfici ricoperte artificialmente occupano più dell'80% della superficie totale. La vegetazione non lineare e il suolo nudo rappresentano l'eccezione. Sono qui compresi cimiteri senza vegetazione. Problema particolare degli abitati a sviluppo lineare (villes - rue): anche se la larghezza delle costruzioni che fiancheggiano la strada, compresa la strada stessa, raggiunge solo 75 m, e a condizione che la superficie totale superi i 25 ha, queste aree saranno classificate come tessuto urbano continuo (o discontinuo se le aree non sono congiunte). 1.1.2. Tessuto urbano discontinuo Spazi caratterizzati dalla presenza di edifici. Gli edifici, la viabilità e le superfici a copertura artificiale coesistono con superfici coperte da vegetazione e con suolo nudo, che occupano in maniera discontinua aree non trascurabili. Gli edifici, la viabilità e le superfici ricoperte artificialmente coprono dal 50 all'80% della superficie totale. Si dovrà tenere conto di questa densità per le costruzioni localizzate all'interno di spazi naturali (foreste o spazi erbosi). Questa voce non comprende: - le abitazioni agricole sparse delle periferie delle città o nelle zone di coltura estensiva comprendenti edifici adibiti a impianti di trasformazione e ricovero; le residenze secondarie disperse negli spazi naturali o agricoli. Comprende invece cimiteri senza vegetazione. 1.2 Zone industriali, commerciali e reti di comunicazione 1.2.1. Aree industriali o commerciali Aree a copertura artificiale (in cemento, asfaltate o stabilizzate: per esempio terra battuta), senza vegetazione, che occupano la maggior parte del terreno. (Più del 50% della superficie). La zona comprende anche edifici e/o aree con vegetazione. Le zone industriali e commerciali ubicate nei tessuti urbani continui e discontinui sono da considerare solo se si distinguono nettamente dall'abitato. (Insieme industriale di aree superiore a 25 ha con gli spazi associati: muri di cinta, parcheggi, depositi, ecc.). Le stazioni centrali delle città fanno parte di questa categoria, ma non i grandi magazzini integrati in edifici di abitazione, i sanatori, gli stabilimenti termali, gli ospedali, le case di riposo, le prigioni, ecc. 1.2.2. Reti stradali e ferroviarie e spazi accessori Larghezza minima da considerare: 100 m. Autostrade, ferrovie, comprese le superfici annesse (stazioni, binari, terrapieni, ecc.) e le reti ferroviarie più larghe di 100 m che penetrano nella città. Sono qui compresi i grandi svincoli stradali e le stazioni di smistamento, ma non le linee elettriche ad alta tensione con vegetazione bassa che attraversano aree forestali. Infrastrutture delle zone portuali compresi i binari, i cantieri navali e i porti da diporto. Quando i moli hanno meno di 100 m., di larghezza, la superficie dei bacini (d'acqua dolce o salata) delimitati dagli stessi è da comprendere nel calcolo dei 25 ha. Infrastrutture degli aeroporti: piste, edifici e superfici associate. Sono da considerare solo le superfici che sono interessate dall'attività aeroportuale (anche se alcune parti di queste sono utilizzate occasionalmente per agricoltura-foraggio). Di norma queste aree sono delimitate da recinzioni o strade. In molti casi, l'area aeroportuale figura sulle carte topografiche a grande scala (1:25.000 e 1:50.000). Non sono compresi i piccoli aeroporti da turismo (con piste consolidate) ed edifici di dimensioni molto piccole. 1.3 Zone estrattive, discariche e cantieri Estrazione di materiali inerti a cielo aperto (cave di sabbia e di pietre) o di altri materiali (miniere a cielo aperto). Ne fanno parte cave di ghiaia, eccezion fatta, in ogni caso, per le estrazioni nei letti dei fiumi. Sono qui compresi gli edifici e le installazioni industriali associate. Rimangono escluse le cave sommerse, mentre sono comprese le superfici abbandonate e sommerse, ma non recuperate, comprese in aree estrattive. Le rovine, archeologiche e non, sono da includere nelle aree ricreative. Discariche e depositi di miniere, industrie e collettività pubbliche. Spazi in costruzione, scavi e suoli rimaneggiati. 1.4. Zone verdi artificiali non agricole Spazi ricoperti di vegetazione compresi nel tessuto urbano. Ne fanno parte cimiteri con abbondante vegetazione e parchi urbani. 1.4.2. Aree sportive e ricreative Aree utilizzate per camping, attività sportive, parchi di divertimento, campi da golf, ippodromi, rovine archeologiche e non, ecc. Ne fanno parte i parchi attrezzati (aree dotate intensamente di attrezzature ricreative, da picnic, ecc.) compresi nel tessuto urbano. N.B.: sono escluse le piste da sci, da classificare, di norma, come 2.3. l. e 3.2.1 |
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2.4.2. Sistemi colturali e particellari complessi 2.4.3. Aree prevalentemente occupate da colture agrarie con presenza di spazi naturali (formazioni vegetali naturali,boschi, lande, cespuglieti, bacini d'acqua, rocce nude, ecc.) importanti 2.4.4. Aree agroforestali Superfici coltivate regolarmente arate e generalmente sottoposte ad un sistema di rotazione. 2.1.1. Seminativi in aree non irrigue Sono da considerare perimetri irrigui solo quelli individuabili per fotointerpretazione, satellitare o aerea, per la presenza di canali e impianti di pompaggio. Cereali, leguminose in pieno campo, colture foraggere, coltivazioni industriali, radici commestibili e maggesi. Vi sono compresi i vivai e le colture orticole, in pieno campo, in serra e sotto plastica, come anche gli impianti per la produzione di piante medicinali, aromatiche e culinarie. Vi sono comprese le colture foraggere (prati artificiali), ma non i prati stabili. 2. l. 2. Seminativi in aree irrigue Colture irrigate stabilmente e periodicamente grazie ad un'infrastruttura permanente (canale di irrigazione, rete di drenaggio). La maggior parte di queste colture non potrebbe realizzarsi senza l'apporto artificiale d'acqua. Non vi sono comprese le superfici irrigate sporadicamente. Superfici utilizzate per la coltura del riso. Terreni terrazzati e dotati di canali di irrigazione. Superfici periodicamente inondate. Colture non soggette a rotazione che forniscono più raccolti e che occupano il terreno per un lungo periodo prima dello scasso e della ripiantatura: si tratta per lo più di colture legnose. Sono esclusi i prati, i pascoli e le foreste. Superfici piantate a vigna 2.2.2. Frutteti e frutti minori Impianti di alberi o arbusti fruttiferi: colture pure o miste di specie produttrici di frutta o alberi da frutto in associazione con superfici stabilmente erbate. Ne fanno parte i castagneti da frutto e i noccioleti. I frutteti di meno di 25 ha compresi nei terreni agricoli (prati stabili o seminativi) ritenuti importanti sono da comprendere nella classe 2.4.2.. I frutteti con presenza di diverse associazioni di alberi sono da includere in questa classe. Superfici piantate ad olivo, comprese particelle a coltura mista di olivo e vite. Superfici a copertura erbacea densa a composizione floristica rappresentata principalmente da graminacee, non soggette a rotazione. Sono per lo più pascolate ma il foraggio può essere raccolto meccanicamente. Ne fanno parte i prati permanenti e temporanei e le marcite. Sono comprese inoltre aree con siepi. Le colture foraggere (prati artificiali inclusi in brevi rotazioni) sono da classificare come seminativi (2. l. 1). 2.4. l. Colture annuali associate a colture permanenti Colture temporanee (seminativi o prati) in associazione con colture permanenti sulla stessa superficie, quando le particelle a frutteto comprese nelle colture annuali non associate rappresentano meno del 25% della superficie totale. 2.4.2. Sistemi colturali e particellari complessi Mosaico di piccoli appezzamenti con varie colture annuali, prati stabili e colture permanenti, occupanti ciascuno meno del 75% della superficie totale dell'unità. Vi sono compresi gli "orti per pensionati" e simili.. Eventuali "lotti" superanti i 25 ha sono da includere nelle zone agricole. Le colture agrarie occupano più del 25 e meno del 75% della superficie totale dell'unità. Colture annuali o pascolo sotto copertura arborea composta da specie forestali. |
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3.
TERRITORI BOSCATI E AMBIENTI SEMI-NATURALI
Formazioni vegetali, costituite principalmente da alberi ma anche da
cespugli e arbusti, nelle quali dominano le specie forestali a latifoglie. La superficie a
latifoglie deve coprire almeno il 75% dell'unità, altrimenti è da classificare bosco
misto. N.B.: vi sono compresi i pioppeti e gli eucalitteti. Formazioni vegetali costituite principalmente da alberi ma anche da
cespugli e arbusti, nelle quali dominano le specie forestali conifere. La superficie a
conifere deve coprire almeno il 75% dell'unità, altrimenti è da classificare bosco
misto. N.B.: vi sono comprese le conifere a rapido accrescimento. Formazioni vegetali, costituite principalmente da alberi ma anche da
cespugli ed arbusti, dove non dominano né le latifoglie, né le conifere. 3.2.
Zone caratterizzate da vegetazione arbustiva e/o erbacea 3.2.1. Aree a pascolo naturale e
praterie d'alta quota Aree foraggere a bassa produttività. Sono spesso situate in zone
accidentate. Interessano spesso superfici rocciose, roveti e arbusteti. Sulle aree
interessate dalla classe non sono di norma presenti limiti di particelle (siepi, muri,
recinti). 3.2.2.
Brughiere e cespuglieti Formazioni vegetali basse e chiuse, composte principalmente di
cespugli, arbusti e piante erbacee (eriche, rovi, ginestre dei vari tipi ecc.). Vi sono
comprese le formazioni a pino mugo. 3.2.3.
Aree a vegetazione sclerofilla Ne fanno parte macchie e garighe. Macchie: associazioni vegetali dense
composte da numerose specie arbustive miste su terreni silicei acidi in ambiente
mediterraneo. Garighe: associazioni cespugliose discontinue delle piattaforme calcaree
mediterranee. Sono spesso composte da quercia coccifera, corbezzolo, lavanda, timo, cisto
bianco, ecc. Possono essere presenti rari alberi isolati. 3.2.4.
Aree a vegetazione boschiva e arbustiva in evoluzione Vegetazione arbustiva o erbacea con alberi sparsi. Formazioni che
possono derivare dalla degradazione della foresta o da una rinnovazione della stessa per
ricolonizzazione di aree non forestali. 3.3.
Zone aperte con vegetazione rada o assente 3.3.1. Spiagge, dune, sabbie (più
larghe di 100 m) Le spiagge, le dune e le distese di sabbia e di ciottoli di ambienti
litorali e continentali, compresi i letti sassosi dei corsi d'acqua a regime torrentizio.
Le dune ricoperte di vegetazione (erbacea o legnosa) devono essere classificate nelle voci
corrispondenti: boschi (3.1.1., 3.1.2. e 3.1.3.), prati (2.3. 1.) o aree a pascolo
naturale (3.2. 1.) 3.3.2.
Rocce nude, falesie, rupi, affioramenti 3.3.3.
Aree con vegetazione rada Comprende le steppe xerofile, le steppe alofile, le tundre e le aree
calanchive in senso lato. 3.3.4.
Aree percorse da incendi Superfici interessate da incendi recenti. I materiali carbonizzati sono
ancora presenti. 3.3.5.
Ghiacciai e nevi perenni Superfici coperte da ghiacciai o da nevi perenni. |
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4. ZONE UMIDE
Zone non boscate, parzialmente, temporaneamente o permanentemente
saturate da acqua stagnante o corrente. Terre basse generalmente inondate in inverno e più o meno saturate
d'acqua durante tutte le stagioni. Terreni spugnosi umidi nei quali il suolo è costituito principalmente
da muschi e materiali vegetali decomposti. Torbiere utilizzate o meno. Zone non boscate, saturate parzialmente, temporaneamente o in
permanenza da acqua salmastra o salata. Terre basse con vegetazione, situate al di sotto del livello di alta
marea, suscettibili pertanto di inondazione da parte delle acque del mare. Spesso in via
di riempimento, colonizzate a poco a poco da piante alofile. Saline attive o in via di abbandono. Parti di paludi salmastre utilizzate per la produzione di sale per
evaporazione. Sono nettamente distinguibili dal resto delle paludi per la forma regolare
delle particelle e il loro sistema di argini. Superfici limose, sabbiose o rocciose generalmente prive di vegetazione
comprese fra il livello delle alte e basse maree. |
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5. CORPI IDRICI
5.1.1. Corsi d'acqua,
canali e idrovie Corsi di acqua naturali o artificiali che servono per il deflusso delle
acque. Larghezza minima da considerare: 100 m Superfici naturali o artificiali coperte da acque. Aree coperte da acque salate o salmastre, separate dal mare da barre di
terra o altri elementi topografici simili. Queste superfici idriche possono essere messe
in comunicazione con il mare in certi punti particolari, permanentemente o periodicamente. Parte terminale dei fiumi, alla foce, che subisce l'influenza delle
acque. Aree al di là del limite delle maree più basse. |
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